“Sono pigro o potrei avere l’ADHD?”

“Potrei farlo, ma continuo a rimandare.”

Per molte persone adulte questa frase diventa quasi una definizione di sé: sono pigro, inconcludente, poco disciplinato. Ma rimandare un compito non significa necessariamente non avere voglia di farlo.

Nell’ADHD possono essere coinvolte difficoltà nella regolazione dell’attenzione, nell’organizzazione, nella gestione del tempo e nell’avvio o nel completamento delle attività.

La persona può sapere perfettamente cosa dovrebbe fare e desiderare sinceramente di farlo, ma incontrare una difficoltà sproporzionata nel trasformare l’intenzione in azione.

Questo può diventare particolarmente evidente quando un'attività è lunga, ripetitiva, poco stimolante o non offre una gratificazione immediata.

Al contrario, alcune attività particolarmente coinvolgenti possono assorbire l’attenzione per molto tempo.

Ma attenzione: procrastinare non significa avere l’ADHD.

Stanchezza, ansia, depressione, stress, abitudini consolidate e molti altri fattori possono influire sulla capacità di iniziare e portare a termine un compito.

La domanda clinicamente interessante, quindi, non è semplicemente “Quanto procrastino?”, ma:

“Perché mi succede, da quanto tempo e quanto condiziona la mia vita?”

Ed è proprio a questo che serve una valutazione approfondita.

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