Valutazione ADHD nell'adulto: come funziona il percorso online
Negli ultimi anni l’ADHD nell’adulto ha ricevuto una crescente attenzione. Molte persone iniziano a interrogarsi dopo aver letto informazioni online, riconosciuto alcune difficoltà nella propria esperienza o compilato un test di screening.
Dimenticanze frequenti, difficoltà nell’organizzazione e nella gestione del tempo, procrastinazione, impulsività o difficoltà nel mantenere l’attenzione possono portare a chiedersi: “Potrei avere l’ADHD?”
Un questionario può rappresentare un primo strumento di orientamento, ma uno screening non equivale a una diagnosi.
Test ADHD online e valutazione clinica: qual è la differenza?
Esistono diversi strumenti di screening dell’ADHD nell’adulto, sviluppati nell’ambito di una collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Possono quindi contribuire a individuare persone per le quali può essere opportuno un approfondimento clinico, ma il risultato non costituisce, da solo, una diagnosi.
Le linee guida NICE sottolineano infatti che la diagnosi di ADHD non dovrebbe essere formulata esclusivamente sulla base di scale di valutazione o dati osservativi. È necessaria una valutazione più ampia, che comprenda storia evolutiva, valutazione clinica e psicosociale e funzionamento della persona nei diversi contesti di vita.
Fonti: Kessler et al., Psychological Medicine, 2005; NICE Guideline NG87, Attention deficit hyperactivity disorder: diagnosis and management.
Come si svolge una valutazione ADHD nell’adulto?
Una valutazione clinica dell’ADHD non consiste semplicemente nella somministrazione di un test.
Secondo NICE, l’assessment comprende la raccolta di informazioni relative ai sintomi e ai comportamenti della persona, alla storia evolutiva, medica, scolastica e psicologica/psichiatrica. Le informazioni possono provenire dal paziente stesso e, quando opportuno, anche da altre fonti.
Nel mio studio il percorso viene organizzato generalmente in 3–4 incontri, che possono essere concentrati nell’arco di circa una settimana, compatibilmente con le esigenze della persona e con quanto emerge nel corso della valutazione.
L’obiettivo è offrire tempi chiari e ridotti senza rinunciare all’accuratezza clinica.
Il numero degli incontri non rappresenta tuttavia una regola rigida: quando emergono elementi che richiedono ulteriori approfondimenti, il percorso può essere integrato.
1. Colloquio clinico e anamnesi
La prima fase è dedicata alla comprensione delle difficoltà che hanno portato la persona a richiedere la valutazione.
Vengono approfonditi diversi aspetti della storia personale, scolastica, lavorativa e relazionale, prestando attenzione anche alla presenza di manifestazioni riconducibili all’ADHD durante l’infanzia e l’adolescenza.
Questo aspetto è particolarmente importante: nella valutazione dell’ADHD adulto la storia evolutiva rappresenta infatti una componente centrale dell’inquadramento diagnostico.
Non interessa soltanto sapere quali sintomi siano presenti, ma comprenderne persistenza, pervasività e impatto sul funzionamento quotidiano.
Fonte: NICE Guideline NG87.
2. Approfondimento diagnostico
Negli incontri successivi possono essere utilizzati questionari, scale e interviste cliniche strutturate o semistrutturate appropriate alla valutazione dell’ADHD adulto.
Tra gli strumenti disponibili rientrano le interviste diagnostiche strutturate sviluppate specificamente per approfondire i sintomi dell’ADHD nell’età adulta e nell’infanzia secondo i criteri diagnostici del DSM-5.
Quando clinicamente opportuno e con il consenso della persona, possono essere raccolte anche informazioni provenienti da altre fonti, ad esempio un familiare che conosca la storia evolutiva.
Questo permette di costruire un quadro che non dipenda semplicemente dal punteggio ottenuto in un singolo questionario.
Perché è importante la diagnosi differenziale?
Avere difficoltà di concentrazione non significa automaticamente avere l’ADHD.
Sintomi attentivi e difficoltà organizzative possono presentarsi all’interno di quadri differenti oppure coesistere con altre condizioni.
Per questo una valutazione ADHD comprende anche l’analisi di eventuali condizioni psicologiche, psichiatriche o neuroevolutive concomitanti e delle circostanze personali, sociali, scolastiche o lavorative.
Le linee guida NICE raccomandano esplicitamente che il processo diagnostico consideri anche le condizioni coesistenti e il funzionamento complessivo della persona.
La valutazione clinica serve quindi a evitare due errori opposti: attribuire automaticamente all’ADHD difficoltà che potrebbero avere spiegazioni differenti oppure non riconoscere un ADHD presente da molti anni.
Fonte: NICE Guideline NG87.
La restituzione e la relazione clinica
L’ultima fase del percorso è dedicata alla restituzione.
Vengono discussi i risultati emersi, il loro significato clinico e le eventuali indicazioni successive. Al termine del percorso viene predisposta una relazione clinica scritta.
La restituzione non consiste semplicemente nella comunicazione di un risultato: serve a permettere alla persona di comprendere meglio il proprio funzionamento e individuare, quando necessario, i passi successivi più appropriati.
E dopo la valutazione?
La valutazione non deve necessariamente rappresentare la conclusione del percorso.
Quando indicato, è possibile proseguire con un intervento psicologico o psicoterapeutico rivolto alle difficoltà che incidono maggiormente sulla quotidianità.
Le linee guida internazionali prevedono infatti anche interventi non farmacologici per gli adulti con ADHD, sulla base delle caratteristiche e delle esigenze individuali.
Nel lavoro psicoterapeutico possono essere affrontati, ad esempio, aspetti relativi a organizzazione, gestione del tempo, procrastinazione, pianificazione e strategie per affrontare le difficoltà quotidiane.
Quando emerge invece l’opportunità di prendere in considerazione un trattamento farmacologico, è necessario rivolgersi ai professionisti sanitari competenti per la relativa valutazione.
Fonte: NICE Guideline NG87.
Una valutazione psicologica può essere svolta online?
Le prestazioni psicologiche possono essere erogate anche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza, purché il professionista ne valuti l’adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell’intervento e della persona e operi nell’ambito delle proprie competenze.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha pubblicato specifiche indicazioni relative alle prestazioni psicologiche online e alla digitalizzazione dell’intervento psicologico.
Nel mio studio il percorso di valutazione ADHD per adulti è attualmente proposto interamente online.
“Online”, però, non significa affidarsi a un algoritmo o a un test automatico: il percorso prevede colloqui clinici, raccolta anamnestica, utilizzo ragionato degli strumenti e interpretazione professionale delle informazioni raccolte.
Fonte: Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, documenti e raccomandazioni sulle prestazioni psicologiche online.
Da dove iniziare se sospetti un ADHD?
Se da tempo riconosci difficoltà di attenzione, organizzazione, gestione del tempo o impulsività che interferiscono significativamente con lo studio, il lavoro, le relazioni o la quotidianità, può essere utile richiedere un primo colloquio di orientamento.
Nel mio studio il primo colloquio dedicato alla valutazione ADHD dura circa 30 minuti ed è gratuito.
Serve a comprendere la richiesta, spiegare come si svolge il percorso e valutare l’opportunità di procedere con un approfondimento.
Il percorso completo si svolge generalmente in 3–4 incontri, concentrabili nell’arco di circa una settimana.
Tempi contenuti e accuratezza clinica non sono necessariamente in contraddizione: l’obiettivo è organizzare un percorso strutturato, trasparente e adattato alla persona.
Fonti e approfondimenti
National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Attention deficit hyperactivity disorder: diagnosis and management – Guideline NG87.
https://www.nice.org.uk/guidance/ng87
Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP). Raccomandazioni sulle prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza e documenti sulla digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web.
Aggiungi commento
Commenti